Che ne è stato del PASL?

La storia della democrazia insegna che attraverso le istituzioni  è possibile governare, il difficile casomai, è fare del buon governo e servire in maniera disinteressata il bene comune. C’è un bisogno primario radicato nella gente: quello di vedere e toccare con mano la soluzione dei problemi. C’è l’attesa, non più eludibile, di ricevere risposte concrete ai tanti interrogativi ancora accesi nel nostro territorio. E dire che le soluzioni  per alcuni fra i più grandi problemi, sono già pronte, se solo fra Massa e Carrara  ci fosse più concertazione e meno campanilismo. Se Ad esempio, chi si ricorda del Patto Attuativo per lo Sviluppo Locale (PASL)? Esso può considerarsi un’ennesima iniziativa per rilanciare l’economia e le sinergie necessarie allo sviluppo di questa provincia. Esso si presenta come un pregevole studio della situazione, ricco di indicazioni e di suggerimenti atti a farla evolvere nell’arco di un paio di lustri, sempre che decisioni e provvedimenti trovino risorse finanziarie e volontà politiche decise a dare coerente attuazione a quanto programmato. La materia presa in considerazione dal documento, attiene alla realtà socio economica della nostra provincia. E’ un documento, predisposto dalla Provincia d’intesa con la Giunta Regionale e approvato dalle istituzioni locali, vigente già dal 9 maggio 2007. Sfogliando il nutrito documento si incontrano varie schede progettuali, distribuite in Assi, relative a provvedimenti  che richiedono intese e collaborazione tra le amministrazioni dei Comuni di Massa e di Carrara, onde assicurare una sollecita e completa realizzazione. Ogni scheda riporta tutte le voci di spesa previste e  termina con un cronoprogramma indicante le tempistiche relative alle fasi attuative di ogni singolo progetto. Tra tutti i punti elencati ve ne sono molti che offrono soluzioni di reciproco vantaggio per Massa e Carrara. Purtroppo, osservando oggi quegli scadenziari, nessuno di essi appare  rispettato, ma quasi certamente, se lo fosse stato, tutti ne avrebbero parlato, soprattutto ora che siamo in campagna elettorale. Invece niente! Il documento contenente gli impegni per affrontare e risolvere, in maniera congiunta, alcuni problemi che da anni sono in attesa di soluzione e sottoscritti anche dalle Amministrazioni locali, appare posto in un “limbo” preoccupante. Si dirà che ci sono stati dei ritardi burocratici nel cammino di attuazione del nuovo Programma Operativo regionale (POR), nell’accesso ai Fondi Strutturali (FESR),nel dar corpo al Progetto CREO (Competitività Regionale e Occupazione), a causa della tardiva approvazione di Bruxelles, ma alla fine, chi si preoccupa di ricordarsi  del PASL e di tener viva l’attenzione sui suoi contenuti? Mentre i programmi della già rinnovata amministrazione di Carrara, non ne hanno fatto cenno, quelli dei numerosi “Competitori” massesi, non si conoscono ancora. C’è ancora una speranza? O forse è necessario rivolgere un ulteriore appello ai partiti, alle liste civiche, alle persone, alle associazioni e agli enti  che  condividono queste preoccupazioni, affinchè si impegnino per un’intesa duratura tra i due Comuni e che  le promesse di questi giorni si traducano in attiva collaborazione? Ciò consentirebbe di realizzare il programma di sviluppo delle due comunità e, di riflesso, dell’intera provincia. Tra le necessità più urgenti si possono elencare:

-Utilizzo delle aree industriali gestite dal Consorzio Zona, con riferimento alla nautica da diporto e alle infrastrutture indispensabili per sostenere la loro attività ed assicurare il loro avvenire, tra cui il porticciolo turistico; Porto commerciale potenziato “al largo” (per prevenire ulteriori erosioni); Potenziamento dell’aeroporto turistico con eliporto di soccorso; Traforo della Foce; Variante Aurelia nella fascia di rispetto dell’autostrada; Traforo della Tambura; Stazione ferroviaria unica; Incentivare la lavorazione in loco del prodotto marmifero; Strada dei marmi; Realizzazione  di una metropolitana leggera e su collegamenti più comodi e veloci con il retroterra lunigianese; Razionalizzazione e potenziamento del ciclo degli RSU; Promozione efficienza energetica;Produzione di energia da fonti rinnovabili. 

 La gestione concertata di questi provvedimenti, fra le amministrazioni di Massa e di Carrara, consentirebbe anche di affrontare in maniera più adeguata le emergenze occupazionali che affliggono la nostra terra, senza limitarsi alla sola stipula di accordi di ricollocazione e al parziale reimpiego dei lavoratori. E’ sotto gli occhi di tutti la serie di fallimenti produttivi che hanno recentemente colpito la nostra zona: Axaff (90 persone); Synthesis(180); C.S.R.A.(31); Nasa(33); Tirrena Macchine(78); Tema(83); FB De Ranieri(69); Protec(33) e ultima in ordine di data, la Italcementi(45). Dopo la crisi della grande industria, oggi, nel nostro territorio, la sfida si gioca tutta sulla capacità e sulla potenzialità delle Piccole e Medie Industrie (PMI) che operano nei settori del lapideo, del manifatturiero, del turistico e dei servizi. Faremmo però un grave errore se pensassimo che la PMI è capace di risolvere, da sola, i problemi strutturali alla base della crisi economica. Il POR, prevedendo il “parternariato” locale della Provincia di Massa Carrara, consentirebbe di accedere ai Fondi Strutturali della UE, mentre la PMI potrà dare un contributo anche in termini occupazionali se inizierà ad operare in “rete” e se sarà aiutata per questo, sia con finanziamenti (come per la sicurezza sul lavoro), sia a ricercare parternariati e joint-ventures, anche internazionali, che le consentano di utilizzare sinergie ed innovazione tecnologica. Solo allora si creeranno attività più solide e nuove opportunità occupazionali, di vario livello formativo, soprattutto per i nostri giovani, alla faccia dei “bamboccioni” e con buona pace di Padoa Schioppa. Roberto Benatti